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Indirizzo di saluto ai neolaureati di eCAMPUS

Cari “neodottori”, siete giunti al termine di un percorso sicuramente faticoso ma denso di soddisfazioni  In questi anni, avete imparato ad amare la sofferenza dell’impegno talvolta molto duro per raggiungere il risultato che vi eravate prefissi. Siatene orgogliosi, è un segno di grande forza morale sacrificare il tempo libero sottraendolo anche ai vostri affetti.

Per questo, dovete ringraziare le vostre famiglie e tutte le persone a voi vicine, ovvero i vostri cari. Non era scontato e ci siete riusciti brillantemente. Ma non dimenticate che le vostre famiglie vi hanno supportato (e talvolta anche sopportato) in questi anni perché hanno creduto in voi forse più di quanto potevate immaginare. Nei momenti di sconforto c’erano, eccome se c’erano, per darvi coraggio e spingervi ad andare avanti con forza e determinazione.

È stata una corsa a tappe, e ogni volta il traguardo si tramutava in una nuova partenza. Ora che siete giunti alla meta vi accorgete che ancora una volta è una ripartenza. Per coloro che hanno conseguito la laurea triennale, lo slancio per intraprendere la laurea magistrale. Per coloro che hanno conseguito la magistrale, una responsabilità in più. Nella (nuova) vita, vi esorto a dimostrare che siete pronti a combattere la battaglia morale di cui si sente la necessità! Perché l’Italia non è quella che i media ci propinano costantemente.

Noi, dobbiamo sentirci orgogliosi di essere italiani e non italioti. Io stesso, da sempre molto internazionale, dall’India alla Cina e alle Americhe, vi posso assicurare che TUTTI coloro che ho incontrato nella mia lunga carriera accademica, mi hanno SEMPRE guardato con ammirazione e con una sana invidia per essere cittadino del più bel Paese del Mondo. Inutile ricordare che in ogni museo, se si sottraessero le opere d’arte italiane, l’impoverimento sarebbe molto elevato. Noi italiani abbiamo sempre dimostrato nella nostra storia , pur nelle atroci sconfitte, di saper reagire con determinazione e impegno senza pari. La fantasia e la creatività che dimostriamo anche nelle tragedie è solo nostra.
Dobbiamo diffidare delle fake news che distolgono i giovani dal vero, dal bello e dal buono! L’Italia è Federico II e la sua corte, culla della lingua italiana , è Dante e Petrarca, è Giotto e Raffaello, Michelangelo e Brunelleschi, è Leonardo e Galileo, è Volta e Marconi, è Meucci e Fermi! Per non dire di Lucrezia Cornaro Piscopia prima donna laureata al mondo, di Rita Levi Montalcini e Fabiola Gianotti . Ma voglio anche ricordare il meno noto Negrelli ideatore del canale di Suez. Perché ’Italia è anche patria di grandi progettisti e di grandi costruttori nel mondo.

E che dire dell’Autostrada del Sole… ? Un elenco infinito che ognuno dovrebbe conoscere. La nostra civiltà è antica quanto il mondo e va ben oltre i Romani e gli Etruschi… fa mostra di sè anche cavalcando il futuro dell’ingegneria, arrivando alla Ferrari e alla Ducati, marchi noti in tutto il mondo . Abbiamo Il cibo migliore del mondo . Le più belle montagne e i laghi più suggestivi, così come mari e coste per non dire dei vulcani . In ogni angolo possiamo scoprire i tesori dell’architettura, non solo Roma Firenze e Venezia, ma centinaia di borghi antichi dove si vive immersi nella storia. La NOSTRA STORIA! Sappiatelo bene e ditelo ai vostri amici, ai vostri figli, ai vostri nipoti . Noi abbiamo tutto ciò che dà un senso alla vita senza dover imitare altri improbabili soggetti privi di cultura che possono solo trasmettere l’effimero dell’avere.
Infine il mio grazie per aver scelto eCAMPUS, una realtà accademica pur molto giovane, ma che da sempre ha inteso declinare l’e-learning con una stanzialità di eccellenza anche architettonica ineguagliabile. Dove studenti, docenti, personale tecnico amministrativo e tutti i collaboratori vivono gomito a gomito come si usava nel Medioevo. UNIVERSITÀ è luogo di libertà, di scambio, di interconnessione positiva dove si respira l’aria di famiglia. Ecco che il nostro Ateneo è per tutti noi una grande famiglia, soprattutto in questi giorni difficili, quando lo “stare a casa” può essere l’occasione per riflettere sul nostro futuro, un privilegio che molti non sapevano cogliere nel passato, ma che ora va apprezzato vivendone i molti aspetti positivi.
Fermarsi a riflettere e pensare senza assilli è un momento di grande forza per andare avanti anche guardando indietro, alla nostra storia.
Ritrovare gli affetti dei propri cari godendone la presenza, ridimensionare il troppo effimero che ci è stato imposto da un sistema mediatico volto a creare bisogni inesistenti per appagare i quali nulla è mai abbastanza, ci fa ritornare ai fondamentali del nostro essere comunità comunicante, e non soggetti singoli attenti unicamente a se stessi.
Utilizzare al meglio i mezzi di cui ci avvaliamo, spesso in modo inappropriato, per comunicare con gli altri, scambiarsi pensieri e idee, vivere emozioni condividendone i valori positivi che esse generano in noi.
Frugare in noi stessi per ritrovare i ricordi positivi di una vita che spesso vengono sopraffatti da una frettolosa quanto fugace quotidianità senza futuro.
In definitiva, ritrovare sè stessi apprezzando ciò che siamo , valorizzando ciò che ci è stato elargito così da dare un senso più compiuto al nostro vivere, per lasciare un segno tangibile del nostro passaggio terreno.
Con questi pensieri, desidero concludere questo mio saluto raccontandovi un sogno, accompagnato dall’augurio che possiate percorrere il Vostro sentiero ascoltando le pietre che parlano per costruire, passo dopo passo, il ponte solido della vita, il ponte del Vostro futuro …
… Un sentiero antico, un luogo dove nasce l’amore, un ponte che parla… Percorrevo un sentiero antico, percepivo il lento incedere dei pellegrini alla ricerca della “via del signore”, leggevo le vestigia di un passato sopito ma non spento, coglievo nei pochi lacerti il segno della vita di un tempo, odoravo brezze di profumi intensi che ti facevano riscoprire il vero essere della natura immutabile nelle sue trasformazioni millenarie, assaggiavo sapori desueti sognando cibi mai dimenticati dall’uomo ma sempre vivi nelle pieghe della storia… ad un tratto appaiono pietre, il sentiero si interrompe, ti sconcerta il luogo dove l’uomo e la natura si sono ad un tempo scontrati e incontrati… lì proprio lì c’era, c’è, ci sarà un “ponte” e ora le pietre parlano, ti raccontano di sè, ti vengono incontro, vogliono essere tue… e ascolti poche ma intense parole.
“Voglio raccontarti tante cose, trasmetterti nuove emozioni, condividere pensieri nascosti, aprire varchi occlusi, scavare nel fondo dell’anima, percorrere sentieri ignoti, trovare insieme nuove mete, superare ogni ostacolo… volare verso il cielo, raggiungere il sole, …e oltre le nostre dimensioni trasformarci nell’infinito… amore…”.
Poi mi sono risvegliato, preso da uno strano torpore, ho realizzato che il ponte vive e fa vivere, mai dimentica e mai si fa dimenticare, così e solo così appartiene all’umanità, un patrimonio da conservare e tramandare a chi verrà dopo di noi: un vero e proprio “ponte sull’eternità” dalla terra al cielo, dall’umano al divino, dal reale al virtuale.
Questo è BRIDGING: un modo di vivere in un mondo da vivere.

Lunga vita!
Il Rettore Enzo Siviero,

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