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Ritorno in Sicilia tra Licata e Agrigento

Ritorno in Sicilia tra Licata e Agrigento 2 e 3 maggio 2019

di Enzo Siviero, Rettore dell’Univeristà eCampus

Altra levataccia! Prendere un aereo alle 7.00 di mattina da Venezia per Catania significa alzarsi alle 4.00! Ma tant’è! Il desiderio di ritornare nell’isola del mio cuore superava ogni barriera psicologica.

LICATA 2 maggio

Scopo principale del mio viaggio era il convegno sul viadotto Morandi di Agrigento. Ma non potevo mancare a una promessa che avevo fatto a Joseph Zambito e Alessandro Cibella prima di Natale.Inaugurare il nuovo polo didattico eCAMPUS tramite Unicurs a Licata coraggiosamente attivato da altri due brillanti e intraprendenti giovani Michele della Vecchia e Luca Scozzari che avevo già conosciuto ad Agrigento nella mia prima visita. Prima di Natale. Altro esempio di imprenditorialità come prassi operativa di ciò che si può fare in Sicilia avendone voglia e predisposizione guardando al futuro in positivo. La sede di Licata è un piccolo gioiello di architettura minore molto delicata e dotata di una sua significativa identità. Una palazzina inizialmente sede dell’accoglienza della Marina poi abbandonata a se stessa e ad un inevitabile degrado. Intelligentemente rilevata e quindi adeguatamente restaurata da Michele e Luca . La scelta dei cromatismi è molto azzeccata. La scritta Marina di Licata è ancora bene in mostra. Cosicché la memoria dell’uso iniziale non si è persa . E di conseguenza la posizione è ora “strategica” per l’ingresso alla nuova e importante marina. Con una vista al soprastante castello di Licata. Ecco ciò che il 2 maggio ho trovato al mio arrivo. E poi il pubblico numeroso incuriosito e affettuosamente ben disposto verso questa nuova sfida. Un supporto ai giovanissimi imprenditori, quasi una start up. Tante coppie con scoppiettanti bambini che davano il vero senso del futuro. Il parroco a benedire il luogo con una preghiera non di circostanza. Il taglio del nastro.L’applauso finale. Bello . Bellissimo. Emozionante e suggestivo. Poi a seguire le parole di Joseph Alessandro Luca e Michele e finalmente il mio discorso . Stranamente corto! Un quarto d’ora soltanto. Ma mi premeva non tanto esaltare il ruolo strategico e sociale di eCAMPUS , ormai acclarato nei fatti e nella fama che ormai caratterizza il nostro Ateneo, quanto esaltare il ruolo della Sicilia e dei Siciliani nel tornare ad essere attori di se stessi. Non attendere un improbabile aiuto dallo Stato, ne parcheggiarsi nel posto fisso, bensì inventarsi mestieri volti al futuro. Mi è dunque venuto facile incoraggiare e accompagnare idealmente questi giovani nel loro nuovo impegno anche come esempio virtuoso che se si vuole si può. Tanto più nell’ambito dell’istruzione e dell’educazione culturale (ma anche civica) di cui si sente la rinnovata e impellente necessità . Amo spesso ripetere che la Sicilia è un luogo magico dove convivono Storia e Storie millenarie, Miti antichi, luoghi d’incanto . Terra Mare Monti Valli e Fiumare . Un Vulcano tra i più belli del mondo . Isole incantevoli che tutto il mondo ci invidia. Un sole che scalda i cuori e gli spiriti. LaDieta Mediterranea protetta dall’Unesco. L’Unesco che qui è di casa più che in altri luoghi. Ove vi è sedimentata più Grecia antica che nella stessa Grecia. Culla della civiltà. Filosofi . Matematici . Poeti. Architetti. Federico II “stupor mundi”…. E le genti! I visi scavati dal vento. Le espressioni di un vissuto indelebilmente scolpito nelle facce. Gli sguardi attenti e profondi. Le bellezze femminili così diffuse ed esibite con grande naturalezza. E via di seguito… si lo ammetto! Mi sono lasciato andare al richiamo all’essere come Ulisse! Spinti ad osare per andare oltre l’oltre. Così una autonomia regionale così male interpretata nel passato può essere ora , con questi nostri giovani, e altri che verranno ancora, totalmente rivista in positivo! Quindi viva la Sicilia viva il Mediterraneo. Un ritorno al passato come viatico per un futuro da cavalcare . In bocca al lupo ragazzi! Il vostro coraggio sarà premiato!

AGRIGENTO 3 maggiob

Non avevo dubbi! Un invito congiunto dal Politecnico di Milano e dall’università di Palermo a partecipare al convegno sul salvataggio del Viadotto AKRAGAS nella mitica Valle dei Templi ad Agrigento opera di Riccardo Morandi , non poteva essere rifiutato. Essendo io stesso attore in prima linea della battaglia culturale per salvare il ponte Morandi di Genova , la proposta di salvare e valorizzare il viadotto di Agrigento non poteva non vedermi entusiasticamente favorevole. Già prima di Natale dello scorso anno avevo proposto la sua riabilitazione strutturale, ma anche avevo anche rilanciato con un suo ampliamento ad uso ciclopedonale. Ecco la sintesi della mia proposta.

MORANDI TRA GENOVA E AGRIGENTO
UN NUOVO FUTURO

La tragedia di Genova sembra aver gettato un’ombra sinistra su tutta l’opera di Riccardo Morandi. Corre l’obbligo quindi di ripristinare la verità su questo straordinario ingegnere che ha fatto grande l’Italia del secolo scorso. Quindi, accanto alla battaglia per la salvaguardia del monumento Polcevera, altri spunti possono nascere . Soprattutto la rivalutazione delle sue opere migliori . Ovvero una loro più efficace rivisitazione anche sul piano architettonico paesaggistico. È il caso di Agrigento dove la riabilitazione strutturale dell’intero viadotto potrebbe essere anche l’occasione per una sua inedita rilettura . Ad esempio realizzando un’ampia balconata sulla Valle dei Templi con una passerella ciclopedonale in fregio alla carreggia stradale . In tal modo lo stesso viadotto potrebbe fungere anche da “quinta scenografica” per lo sfondo per i visitatori dalla Valle stessa. Qualche schizzo può servire come ulteriore spunto di riflessione e l’apertura del dibattito. Va da se infatti che dopo ciò che è successo a Genova il 14/8/19 l’accoppiata Viadotto Morandi-Valle dei Templi potrebbe avere una risonanza mondiale di assoluto rilievo a beneficio di Agrigento, della Sicilia e dell’Italia tutta. Questo il senso del convegno del 3 maggio.

Qualche immagine a corredo può ben illustrare l’esito tecnico culturale della proposta a firma mia e di Alessandro Stocco.

Il successo in sala si è rivelato al di sopra di ogni aspettativa . Tanto più che in modo pressoché unanime, i vari relatori che mi avevano preceduto si erano già espressi favorevolmente su questa linea. Ma vi è di più. Il Soprintendente aveva pure dichiarato la volontà di porre il vincolo sul viadotto stesso. Che differenza abissale con il Soprintendente della Liguria che aveva incredibilmente avvallato senza alcuna vera motivazione culturale , la proposta di demolizione del ben più blasonato Polcevera a favore del modesto e decisamente banale (ma costosissimo) progetto dell’archistar!
Come si suol dire “valeva il viaggio”! Chissà? Al momento un primo risultato è stato raggiunto. Un giovane ingegnere , Francesco Finocchiaro di Giarre Catania , che da tempo con la sua compagna Maria Macarrone architetto paesaggista , segue i vari convegni da me tenuti in Sicilia , entusiasmato dall’idea della nuova passerella pedonale si è immediatamente cimentato con una sua proposta progettuale che con vivo piacere tengo qui a presentare.
I molti consensi ricevuti mi induce a sognare che l’idea possa essere presa in seria considerazione con uno specifico finanziamento e lanciare un apposito concorso di idee. Largo dunque ai giovani unica speranza di ritrovare nell’Italia del passato la spinta emotiva per perseguire i nostri sogni più belli e farli vivere.

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